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Silvera Miro - Libroterapia

RECENSIONI

 

Un monito per i posteri

MIRO SILVERA
Libroterapia
pp. 80, euro 10
Salani, 2007

Maria Teresa Biscarini

Un Beadeker per l'apprendista lettore. Sì, credo che questo sia la chiave d'interpretazione giusta per avvicinare il libricino formato pocket e dal titolo in odor di medicamento, a firma Miro Silvera. In un'epoca in cui sembrano andare per la maggiore manuali self-help contro l'odierno mal di vivere, l'autore cavalca l'onda traghettando il lettore verso lidi diversi da ambulatori medici o farmacie, spesso nient'altro che illusorie panacee di anime in cerca d'amore. Un amore per sé stessi che non può prescindere da uno stato di consapevolezza di sé.
"Il vero luogo natìo è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su sé stessi. La mia prima patria sono stati i libri" afferma l'imperatore Adriano ricostruito dalla sottile penna della Yourcenar. Patria invìsa ai sistemi totalitari che ben avevano compreso quale forza dirompente potesse originarsi dai libri. E per debellare questi nemici a stampa non si esitò ad allestire roghi di libri nelle piazze di tutta la Germania. Il più spettacolare, a quanto riportano le cronache, fu quello tenutosi nella tarda sera del 10 maggio del 1933 nella Piazza del Teatro dell'Opera di Berlino che Silvera inserisce, come primo, nella galleria di documenti fotografici del libro. Un monito forse per i posteri perché, come scrisse il poeta tedesco ed ebreo Christian Johann Heinrich Heine nella tragedia Almansor, "là dove si bruciano i libri alla fine si bruciano anche gli uomini".
Libri quindi come una materia viva, salutare per la maturazione di ogni essere umano. Ed infatti, attingendo sempre al capolavoro della Yourcenar, "non c'è nulla tanto lento quanto la vera nascita di un uomo". Libri come veicoli di libertà, occasioni di incontro, compagni di solitudine, immagine speculare di sè, o forse più semplicemente come rimedi al male di vivere, "il più imbarazzante di tutti i mali".
Queste e tante altre ancora le possibili chiavi di lettura suggerite da questo inedito collage di parole e immagini. Immagini che avrebbero reso entusiasta anche la piccola Alice di Lewis Carroll. Lei che, dinnanzi ad un libro fatto solo di pagine scritte, aveva sentenziato: "Che me ne faccio di un libro senza figure e senza filastrocche?". Lasciando il paese di Alice alle spalle, nella scelta operata da Silvera di alternare spunti di riflessione ad immagini, va forse intravisto l'intento di amplificare la portata benefica di questo prontuario da pronto soccorso letterario.
Sembra infatti che la mera visione di libri eserciti un certo effetto terapeutico e forse c'è in questo qualcosa di vero se si considera che un pittore italiano, Armodio, ha fatto dei libri la sua principale musa ispiratrice. Libri quindi come lenitivi un po' a tutto tondo. Del resto, che le parole curino se ne è cominciato a fare esperienza diretta con la nascita della psicoanalisi. Non a caso tra le varie citazioni troviamo Freud, ma anche versetti biblici e proverbi yiddish.
Quindi non tanto e non solo chi della scrittura ha fatto una professione, ma anche chi, a vario titolo, ha a che fare con l'interiorità umana. Questi i principi attivi proposti al lettore-paziente che, come scrive Barry Lopez, "a volte, per sopravvivere ha bisogno, più ancora che di cibo, di una storia". Ma Silvera non si limita a prescrivere libri a seconda del malanno, ma va oltre, dedicando qualche paginetta anche ai luoghi dove praticare la libroterapia senza con questo giungere alla soluzione estrema adottata da Saba che scelse addirittura di vivere nella sua libreria. Forse perché anche solo sentirsi circondati dai libri può avere un effetto catartico e rassicurante. Questa la sensazione che si riceve nel vedere Astrid Lindgren all'interno del suo salotto di casa letteralmente sommersa da edizioni della sua eroina dalle trecce rosse o ancora Tiziano Terzani immortalato in uno scatto domestico mentre è sprofondato in una poltrona con alle spalle una parete di libri schierati, quasi in veste di numi tutelari. Se poi i libroterapeuti suggeriti da Silvera non dovessero rivelarsi all'altezza dei nostri malanni riprendendo sempre Lopez, caro apprendista lettore che alberghi in tanti di noi, mi verrebbe da suggerire "Se ti arrivano delle storie, abbine cura. E impara a regalarle dove ce n'è bisogno".

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