RAYDA JACOBS
Confessioni di una giocatrice d'azzardo
pp. 256, euro 16 Del Vecchio editore, 2007
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Angelo Orlando Meloni
La giornalista e scrittrice sudafricana Rayda Jacobs doveva avere tante cose a cuore, quando ha scritto Confessioni di una giocatrice d'azzardo. Molti sono infatti i temi che ha intrecciato nelle duecento e passa pagine del romanzo, a cominciare dal gioco d'azzardo e dalla dipendenza della sua protagonista, Abeeda, una cinquantenne madre orgogliosa - e separata - di quattro figli.
Abeeda ha tutta l'apparenza di una donna forte, che ha lottato e ha trovato la forza per vivere da sola, lavorare e diventare un punto di riferimento per le sue amiche. Ma le apparenze ingannano, e se Beeda è anche molto credente e usa gli abiti tradizionali coprendo il suo corpo con i veli, quei tessuti, quelle falde possono nascondere più di un segreto. Non solo la dipendenza dalle macchinette mangia-soldi, pericolosa per la salute del portafogli e dell'anima, ma anche una torbida storia d'amore con il cognato - che ci viene rivelata attraverso lunghi flash-back -, e un figlio gay, Reza, che è fonte di scandalo per la comunità e che ha vissuto in una specie di zona d'ombra, distante dal nucleo familiare, amatissimo da tutti ma relegato ai margini per tacitare i maldicenti. Un gioco ipocrita di io-so-che-tu-sai-che-io-so destinato a finire quando Reza avrà scoperto di essersi gravemente ammalato. Soltanto allora la famiglia si ricompatterà al suo capezzale, compreso quel padre lontano che aveva sempre cercato di nascondersi la realtà, e non perché odiasse il figlio, ma perché vittima ottusa come tante altre, in un sistema di valori basato sull'onore.
Privo di furori moralistici in un senso e nell'altro, Confessioni di una giocatrice d'azzardo si sviluppa con un ritmo pacato ma costante tra colpi di scena e una serie di eventi tragici, luttuosi, che sono addolciti dalla grazia di Beeda, mamma combattente e donna peccatrice, amante appassionata e fervente religiosa, gran cuoca di meravigliosi dolcetti e ossessiva cliente di infide slot-machine. Nessuno di noi è perfetto. Non siamo super eroi e nemmeno cinque preghiere al giorno possono metterci al sicuro dagli errori personali e dagli imprevisti del caso. E che nessuno pretenda di giudicare tutto e tutti dall'alto della sua ostentata rispettabilità. Rayda Jacobs ha raccontato "solo" questo. Si fa per dire, ovviamente.
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