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Ingrao Chiara Radice Laura - Soltanto una vita

RECENSIONI

 

Quello d'oggi è il tempo del ricordo

CHIARA INGRAO
LAURA RADICE

Soltanto una vita
pp. 371, euro 18,00
Baldini Castoldi Dalai,
2005

Domenico Cacopardo

C'è un tempo per ricordare, sembra dirci Chiara Ingrao con questo volume dedicato al pensiero e ai pensieri di sua madre Laura Lombardo Radice, moglie di Pietro Ingrao e colonna portante d'una famiglia impegnata nella lotta politica dal periodo fascista a oggi. E questo, quello d'oggi, è il tempo del ricordo, per la destrutturazione completa del sistema politico nato dalla Resistenza, per il trionfo della noncultura televisiva, per la volgarità del tran-tran quotidiano scandito dai balletti delle veline o da insopportabili talk-show televisivi, nei quali gli esponenti più gettonati del mondo politico nazionale si esibiscono nella noiosa reiterazione del "parlarsi addosso".
Le memorie familiari di Chiara Ingrao hanno vari profili di interesse: la storia del Pci, una storia italiana, nelle sue complesse e unitarie interrelazioni tra letteratura arti figurative e politica, sotto la
lectio gramsciana a causa e per effetto dell'egemonia del partito e dei suoi esponenti principali. Una storia commossa che talora induce alla retorica e all'elogio dei 'buoni sentimenti', quelli dietro i quali s'è annidata la teoria e la pratica dell'ipocrisia di pascaliana memoria. Una ipocrisia che ha attraversato anche il Pci, basti ricordare il modo in cui fu gestita dal partito - una specie di superchiesa onnipotente e occhiuta - la vicenda privata dell'amore, come dire, illecito e illegale del suo leader Togliatti con una giovane militante emiliana, Nilde Iotti.
E, poi, in questo libro di Chiara Ingrao c'è la storia d'Italia, dall'esordio di giovani brillanti e geniali nei Littoriali del fascismo, vera fucina di intelletti e di rivolta morale nei confronti del regime, tra i quali emergono personaggi come Mario Alicata e Pietro Amendola, ai primi arresti operati dall'Ovra - la polizia segreta del regime -, alla Resistenza, alla Costituente e all'attualità.
Infine, una storia di famiglia, l'aspetto più efficace del volume, nel quale la commozione dell'autrice ci dona pagine da non dimenticare per l'immediatezza, l'ironia e l'originalità della rievocazione. "Una sera, arriva un compagno giovane, sconosciuto, affamato. “Mangia con noi”, gli dicono Laura e Giuseppina. “È poca cosa, ma saporita: un'aringa
alla Vittorini”. “Alla Vittorini?!?” Lui ha una faccia strana e domanda. È per via di un libro, spiegano loro, un libro che amiamo tantissimo: Conversazione in Sicilia. Un libro importante, nella storia dell'antifascismo: un'allegoria sul dolore del mondo offeso, ha scritto Giaime nel presentarlo. Il maturare di una coscienza nuova e di nuovi doveri. E insieme, il racconto struggente di un viaggio verso il passaro, verso la propria madre: verso quell'isola che è stata anche nostra, da bambine....spiegarono la cosa più importante, la più semplice. Cucinava un'aringa, la madre di Vittorini, quando lui la raggiunse: e lui ne riconobbe l'odore come odore d'infanzia. Un'aringa arrostita, su un braciere di rame, senza condimento. “Per questo… quando da mangiare c'è solo un'aringa, noi la chiamiamo così: aringa alla Vittorini” Fu un attimo solo, trasgressivo e magico. In quell'attimo, il compagno sconosciuto le violò tutte le regole ferree della cospirazione. Ebbe uno scatto: “Ma Vittorini sono io!”"
La struttura dell'opera contempla in ogni capitolo un
Prologo, che è una specie di confessione dell'autrice, nella quale trovano posto le sue considerazioni e le sue rimembranze. E i prologhi rappresentano l'escursione più efficace e toccante di tutto il volume. Poi appunti e note della madre Laura, materiale in gran parte inedito e di grande interesse e, infine, la ripubblicazione di articoli e interviste scritte dalle medesima Laura Lombardo Radice.
È questa la parte che appesantisce il testo, anche se - è di tutta evidenza - può allettare gli storici del Pci e coloro che intendono documentarsi proprio sul ruolo nel partito e nella politica, di una donna come la Lombardo Radice, siculo-fiumana, figlia, sorella e moglie di personaggi di tutto rilievo prima che politico culturale. Bisogna anche dare atto all'autrice che il libro non è sfiorato dal desiderio di occultamento che spesso sorvola pagine belle e non delle vicende del partito comunista italiano e delle sue scelte. Anche posizioni molto datate e databili - e quindi ormai rivelatesi erronee o non corrispondenti alla verità dei fatti - riemergono a testimoniare più che un abbaglio politico, un percorso personale di Laura Lombardo Radice la cui caratteristica maggiore è data dalla coerenza rigorosa e dall'onestà d'intento, un intento di contribuire alla crescita democratica dell'Italia.


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