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Giuseppe Pellitteri - Il canto popolare di Milocca-Milena

RECENSIONI



CANTI POPOLARI,
PREZIOSI ARCHIVI DI UN POPOLO

GIUSEPPE PELLITTERI
Il canto popolare
di Milocca-Milena

Paruzzo Printer
euro 10,00

Giuseppe Nativo


Voci. Suoni. Canti. Un ricco patrimonio di sentimenti affidato a melodie accorate, vario nei temi, intenso ed inesauribile che trova voce nella cantilena solitaria del carrettiere, nel canto d'amore ricco di sfumature, nella poesia dei cantastorie. Insomma una vocalità elementare ricca di passioni dal sapore genuino ma, oramai, dimenticata. Tutto ciò è insito nei canti popolari, preziosi archivi del popolo.
E' sulla base di tali istanze che il territorio nisseno si è arricchito di una ulteriore pubblicazione che merita di essere apprezzata non solo per il lavoro svolto (raccolta dei canti popolari e recupero delle fonti) ma anche per l'espressione culturale e ricerca certosina altrimenti destinata all'oblio della memoria. Si tratta del volume "Il canto popolare di Milocca-Milena" di Giuseppe Pellitteri (Paruzzo Printer, Caltanissetta), con interventi di Marina Castiglione, Michele Burgio e Antonio Vitellaro, nell'ambito della collana promossa dall'Associazione Culturale "Officina del libro Luciano Scarabelli" che da anni svolge attività divulgativa nel capoluogo nisseno.
Sulla copertina un aspetto rurale del milenese è posto accanto al panorama di Milena (Cl), "paese dei luminosi paesaggi e dei larghi orizzonti, delle robbe e delle reminescenze pirandelliane". Il nome originario è Milocca che in arabo significa feudo, possedimento. Un simpatico paesino dell'hinterland siciliano dove ogni cosa, un cigolio, un soffio di vento, emana un respiro genuino e dove passato e futuro convergono in un'unica dimensione: quella umana.
E' proprio questo aspetto che emerge dal libro di Pellitteri, che ripercorre le linee essenziali già tracciate, circa sei lustri or sono, con la sua tesi di laurea su "Il canto popolare di Milena". Si tratta certamente di una delle migliori ricerche su una microarea linguistica siciliana, quella di Milocca-Milena, che evidenzia peculiarità di grande interesse socio-antropologico e glottologico. Un lavoro prezioso, dunque, che riguarda un'esperienza storica irripetibile, quella di una borgata dell'entroterra siciliano protagonista di una originale esperienza contadina, prolungatasi per secoli all'interno di una baronia di "proprietà" dei monaci benedettini. Sono proprio gli agglomerati rurali, formati dalle abitazioni che i contadini di Milocca (che negli anni '30 del Novecento acquisisce autonomia amministrativa e la nuova denominazione di Milena) costruiscono nelle terre loro assegnate, le robbe appunto, che si riconoscono "come un'unica comunità nell'uso del toponimo di origine berbera Milocca", a rappresentare non solo l'humus culturale dei canti popolari ma anche il luogo più idoneo alla loro conservazione che si intreccia con la vita di ogni giorno, "sotto il dominio di un destino tirannico, che sembra immutabile".

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