RECENSIONI
EROI AMBIGUI E DONNE FATALI |
|
JAMES ELLROY |
Hollywood nocturnes, del 1994, è una silloge narrativa composta da un romanzo breve e da cinque racconti, arricchita da una preziosa nota introduttiva dello scrittore. Queste opere sono tutte ambientate a Los Angeles, vero e proprio feticcio per Ellroy: la metropoli, in particolare quella della giovinezza dello scrittore, tra gli anni ’50 e ’60, ha una dimensione autobiografica rilevante, ma è soprattutto un mondo con le sue leggi di droga, corruzione, sesso, omicidi, conflitti razziali, alcol. Il romanzo breve, Dick Contino’s blues, ha radici autobiografiche: Contino, un cantante degli anni ’50, appartiene alla giovinezza dell’autore. Egli, tuttavia, a differenza della maggior parte dei protagonisti di Ellroy, ha la possibilità di riscattarsi. Naturalmente, Contino ha molto in comune con altri personaggi dello scrittore: vivendo in un mondo privo di morale, vi si adatta senza opporsi, condividendone comportamenti ambigui e discutibili. La Hollywood conosciuta da Contino è quella degli spettacoli dozzinali per pubblicizzare autorimesse, ai quali partecipa un’umanità grottescamente patetica. Ellroy spesso ironizza ferocemente sulla volgarità intellettuale del cinema degli anni ’50, che spesso cade nel ridicolo. Il protagonista, infatti, emarginato perché non ha partecipato alla guerra in Corea, recita in film sui generis: robot filocomunisti che cercano di ipnotizzare i giovani statunitensi e dominare il mondo. Non è difficile paragonare queste divertenti descrizioni a quelle di Nabokov in Lolita, quando Humbert parla dei film che vede insieme alla sua ninfetta, oppure a certe pagine de Il giorno della locusta di West. I tentativi di Contino di riguadagnare la fama si mescolano con espedienti grossolani e di dubbia moralità, come inscenare il proprio finto rapimento, e con gli omicidi di un misterioso serial killer. Da questo punto di vista, il romanzo è coerente con il resto della produzione di Ellroy: i poliziotti non sono moralmente superiori alla delinquenza che dovrebbe contrastare. In questo caso, ancora una volta, l’autore usa l’arma dell’ironia: sulle tracce dell’assassino c’è un gigantesco agente donna che cerca di sedurre un’amica di Contino. Tuttavia, Contino è un personaggio complesso, nel quale l’ironia e la disponibilità al compromesso convivono con l’amarezza per le occasioni perdute e con la paura, intesa come timore di confrontarsi con il pericolo: lo scrittore predilige queste figure di non eroi, di eroi negativi. Eppure, il cantante ha la possibilità di riscattarsi e di vincere le proprie paure, di riabilitarsi dalle accuse di essere un vigliacco, costituendo una rottura nel radicale pessimismo, “nero come la pece”, di Ellroy. Il romanzo breve ha, comunque, altri elementi tipici della poetica dello scrittore di Los Angeles: riferimenti sessuali espliciti, descrizione di violenze efferate, attenzione a particolari macabri e crudi come, ad esempio, un cervello spappolato da una pallottola, dialoghi farciti di parole volgari, critica ad un giornalismo interessato unicamente ai dati apparenti e privo di spirito critico, presenza di problemi sociali come l’immograzione clandestina ed il lavoro nero. Su quest’ultimo aspetto, va chiarito come l’autore non scriva pagine di denuncia o di interpretazione, preferendo mostrare gli aspetti più sordidi e squallidi della realtà. A ben vedere, il pessimismo di Ellroy consiste nella sua totale sfiducia nelle capacità umane di elevarsi da una condizione animalesca, dominata da bassi istinti di possesso, e nella mancanza di prospettive metafisiche e religiose. Se in Cain e Goodis la fatalità ha un ruolo comunque importante, per Ellroy è l’uomo l’unico responsabile delle proprie azioni: in questo senso, Jim Thompson gli è più vicino. A parte quest’ultima considerazione, Ellroy può essere considerato il degno continuatore della tradizione del noir novecentesco statunitense. A ben vedere, come visto, egli porta alle estreme conseguenze, rendendole esplicite ed amplificandole, le caratteristiche di erotismo, pessimismo, violenza, squallore, donne fatali, volgarità e realismo comunque ottimamente rappresentate dai già citati Cain, Thompson, Goodis. Inoltre, Ellroy ama vicende molto più complesse ed intricate, i suoi romanzi sono molto più corposi, senza dimenticare che egli, nel celebre American tabloid, ha voluto indagare e denunciare le pagine più oscure della storia politica del suo paese. In tal senso, non deve apparire eccessivo un accostamento con l’opera di denuncia del nostro sistema politico compiuta da Leonardo Sciascia. Infine, i cinque racconti che completano Notturni hollywoodiani costituiscono una pregevole galleria di eroi ambigui e donne fatali, resi con il consueto stile tanto essenziale da presentare numerose frasi nominali.
|