ELISA RUTOLO Ho rubato la pioggia
pp. 157, euro 14 Nottetempo
|
Maria Luisa Maricchiolo
L'eccezionale, nella normalità. Vite semplici ma affatto piatte, quelle che pulsano nei tre racconti di Ho rubato la pioggia, opera prima di Elisa Ruotolo per Nottetempo. Federico ha 14 anni e rincorre sogni di gloria su un improvvisato campo da calcio. Più per desiderio collettivo dei paesani orfani di vittorie che per sé stesso. Infila un gol dopo l'altro, fa vincere il campionato alla sua squadra (che non è iscritta a nessun torneo), si guadagna il titolo di Molto Leggenda. Il tutto senza talento, senza calcolo, fuori da ogni preparazione tecnica e rispetto delle regole calcistiche. Molto Leggenda finisce per diventare un soprannome grottesco, beffardo, quando trasferitosi al Nord, selezionato da un talent scout, scopre i piedi d'argilla su cui aveva corso la sua fama. Il ritorno al paese natale è liberatorio, finalmente può vivere la sua vita. Senza gloria ma con un sogno tutto suo. Maria ha lo stesso difetto alla vista della nonna, e come lei si stringe ogni giorno in una panciera su cui ha cucito delle tasche. Trasporta ori da rivendere a casa senza licenza, "senza altro diritto che la miseria", e aspetta. Aspetta Matteo, suo figlio, scomparso a 9 anni e mai più tornato. La sua vita scorre tra sussulti di speranza, le visite delle due cognate zitelle, e Innocenzo, il suo tentativo di ricominciare dopo essere stata abbandonata dal marito. Ma il passato e l'illusione che possa tornare la rendono vulnerabile. Il protagonista del terzo racconto ha una colpa da espiare. Tra memorie di un'infanzia che sfuma nell'adolescenza, evolve la sua considerazione nei confronti di Cesare, umile e silenzioso amico di famiglia. Reo di aver sabotato i sentimenti di Cesare nei confronti di Silvia, figura femminile subentrata alla madre in fuga, il protagonista, divenuto adulto, chiede un muto perdono. La provincia italiana, densa e vivida del meridione, fa da sfondo ai personaggi che giunge a cesellare, definire nelle loro miserie quanto grandezze. Non tanto economiche quanto decisionali. Scelte condizionate e parole che montano fino a produrre miti o maldicenze. La Ruotolo crea identità credibili, con tic, manie e voglia, nonostante tutto, di vivere; in prima persona, facendosi precise voci narranti. Se rubare la pioggia è metafora di un'impresa senza benefici, di certo Elisa Ruotolo non l'ha rubata, la pioggia.
|