MARCO BALLESTRACCI
L'ombra del Cannibale
pp. 138, euro 12,50 Instar, 2009
|
Alessandro Marongiu
Oggi come oggi, in anni in cui ogni impresa agonistica sembra destinata a venir eclissata da vicende di doping e non si fa in tempo a riconoscere un nuovo campione che lo si vede subito finire nella polvere, dedicare un libro al ciclismo ha i contorni dell'azione spericolata. Marco Ballestracci, in questo suo L'ombra del Cannibale (Instar, 138 pagine, 12,50 euro), compie allora quella che probabilmente è l'unica scelta possibile per chi voglia occuparsi del mondo delle due ruote, e cioè si rivolge al passato. Il Cannibale del titolo, infatti, è naturalmente il belga Eddy Merckx, che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta vinse tutto quello che si poteva vincere, facendo un sol boccone di avversari, compagni di squadra, drammi umani e sportivi, leggi scritte e non scritte di uno sport in cui conta(va) anche lasciare vincere una tappa, un premio - qualcosa, insomma - anche gli altri. Lui no, non lasciava niente agli altri, e questo suo modo di vivere le corse generò timore, rispetto e ammirazione nei colleghi, ma gli attirò anche odi così feroci da generare un complotto ai suoi danni per screditarne lo strapotere fisico. Questa biografia sportiva romanzata racconta vicende note, ma lo fa con una scrittura di grande qualità che riesce ad appassionare anche chi non nutra particolare interesse verso il ciclismo, e conta inoltre su una chiusa a effetto, con Merckx che, mimetizzato tra il pubblico, sente un dialogo tra due tifosi in cui Armstrong, il corridore da una corsa e via, esce (giustamente) sconfitto dal paragone con lui, il Cannibale che lasciava niente agli altri. Sinossi: Tutto inizia con una bicicletta nera, quella sulla quale il piccolo Eddy Merckx, dieci anni, va in giro per le strade di Meensel-Kiezegem, e che occasionalmente usa per piccoli lavoretti. Quando, per scommessa, vince la sua prima bici da corsa, nasce in lui quella passione per il ciclismo che, da adulto, lo porterà a diventare uno dei miti dello sport del Novecento, e a essere soprannominato il "Cannibale" per la determinazione senza pari che lo spinge a vincere, sempre e comunque.
L'autore: Marco Ballestracci, 47 anni, vive e lavora a Castelfranco Veneto. Ha scritto due libri sul blues (Il compagno di viaggio. 9 racconti in blues e Bluespadano. Ritratti e blues di gente di Po, pubblicati entrambi da Edizioni Il Foglio) e uno sul calcio (A pedate. 11 eroi e 11 leggendarie partite di calcio, Mattioli 1885). È cantante e armonicista della band Fieldmen of Blues. |